Tra arte e pubblicità c'è sempre stata una stretta relazione. Esistono artisti che hanno lavorato per o con la pubblicità, basta pensare ad Andy Warhol o Schifano ed alle loro litografie con oggetto la coca-cola o alle prime espressioni di propaganda in cui veniva seguita l'estetica dell'arte visiva. Ora, nell'era di internet, dove i banners sono il nemico da combattere, Firefox ha realizzato delle estensioni che sostituiscono le pagine pubblicitarie in altre completamente bianche. Steve Lambert e Evan Harper dell'EyeBeam Open Lab sono andati oltre con il progetto AddArt che consiste nel sostituire i banners delle pagine web con immagini artistiche. Di come portare l'arte contemporanea sui pc di milioni di persone.

I Culture jammers sono un network dissociato e globale di artisti, scrittori, ambientalisti, economisti ecologici, insegnanti dell'alfabetizzazione dei media, sinistroidi rinati, ecofemministi, antiprogressisti, disturbatori di merda dei college, catalizzatori della confusione nelle università, incorreggibili, insoddisfatti e acerbi imprenditori. Sono idealisti, anarchici, tattici della guerriglia, burloni, poeti, filosofi e punk. La pratica del Culture Jamming consiste nel trarre spunto dalle campagne dei grandi marchi internazionali stravolgendone il messaggio originario attraverso l'ironia, il paradosso e lo straniamento. Lo scopo è quello di evidenziare le strutture del potere e dei valori socialmente, ecologicamente e culturalmente negativi che si annidano nel mondo della comunicazione e in particolare nei messaggi pubblicitari delle grandi corporations globali.